DIRETTIVA 89/106 CEE

La marcatura CE dei prodotti da costruzione

Uno dei principi su cui si fonda l’Unione Europea è quello della libera circolazione delle merci; tale principio trova una completa applicazione nella creazione di un unico grande mercato europeo e nell’eliminazione degli ostacoli al libero scambio rappresentati dalle diverse normative tecniche in vigore in ciascuno stato membro.

Diventa pertanto necessaria la stesura di una normativa tecnica armonizzata a livello europeo che consenta di sostituire le norme tecniche precedentemente esistenti nei vari paesi e nel contempo garantisca un elevato grado di sicurezza nell’uso dei prodotti.
Questa esigenza assume un ruolo determinante nel settore dei prodotti da costruzione in quanto uno dei più estesi, articolati e rilevanti economicamente, comprendente un’ampissima gamma di prodotti che vanno dal vetro, dai camini alle pietre ed affini, dai serramenti alle tende, dai cartongessi agli intonaci, dai geotessili e membrane al legno ed ai prodotti termoidraulici, senza contare il numero di soggetti coinvolti come imprese manifatturiere, pubblica amministrazione, società e fondi immobiliari, imprese di costruzione, di manutenzione, edili, ecc.
Le forti interazioni di questo settore con le consuetudini edificative e legislative di ciascun paese (o regione) e con gli aspetti connessi al territorio ed al clima rendono necessaria un’armonizzazione delle norme tecniche ad esso associate.

 

LA DIRETTIVA 89/106/CEE

La categoria dei prodotti da costruzione è stata oggetto di tale armonizzazione tecnica mediante l’emanazione, nel 1989, della direttiva 89/106/CEE che riguarda tutti i prodotti da costruzione. La direttiva definisce prodotti da costruzione i materiali, manufatti e sistemi realizzati per essere incorporati in opere di costruzione, intese come edifici ed altre opere di ingegneria civile. La direttiva specifica inoltre che possono essere immessi sul mercato esclusivamente i prodotti da costruzione idonei all’impiego previsto, cioè quei prodotti con caratteristiche tali che, una volta inseriti nelle opere di costruzione, consentono a queste ultime di soddisfare i seguenti requisiti essenziali:

  • - resistenza meccanica e stabilità (le azioni cui può essere sottoposta non provochino crolli, deformazioni o altri danneggiamenti)
  • - sicurezza in caso di fuoco (in caso di incendio, la produzione e la propagazione del fuoco all’interno e all’esterno siano limitate e gli occupanti possano  essere soccorsi senza compromettere la sicurezza anche dei soccorritori)
  • - igiene, sicurezza e ambiente (materiali e componenti che la costituiscono non producano sostanze tossiche né risultino inquinanti per l’acqua e il suolo)
  • - sicurezza in uso (la loro installazione e utilizzo non comportino rischi di incidenti)
  • - protezione contro il rumore (il rumore cui sono sottoposti gli occupanti o le persone vicine non nuoccia alla loro salute)
  • - risparmio energetico (il consumo dell’energia durante l’utilizzazione dell’opera sia moderato)

Come indicato sopra, i requisiti essenziali si applicano sia al prodotto sia all’opera finale della costruzione. Alla luce di questo si comprende come questa direttiva rivesta un’importanza anche sociale enorme, avendo un impatto diretto sull’ambiente, sulla sicurezza, sulla salute e sul benessere delle persone.
Un prodotto marchiato CE è “un prodotto idoneo all’impiego previsto”, non è frutto della casualità operativa, ma di un processo caratterizzato dal controllo della produzione e da un’organizzazione del processo produttivo. La marcatura CE garantisce che il prodotto da costruzione è conforme a tutte le disposizioni applicabili dalle direttive di pertinenza. In particolare si procede alla marcatura CE quando è soddisfatta una delle seguenti condizioni:

  • - il prodotto è conforme alle norma tecnica hEN (harmonized European Norm – Norma Europea Armonizzata), ovvero alla norma nazionale che recepisce la corrispondente norma armonizzata hEN.
  • - nel caso in cui non esistano norme armonizzate, il prodotto è conforme alle norme nazionali, riconosciute dalla Commissione Europea, che consentono di beneficiare della presunzione di conformità. I testi delle norme nazionali che risultano conformi ai requisiti essenziali sono comunicati alla Commissione tramite il Ministero dell’Industria, del Commercio e dell’Artigianato.
  • - il prodotto è conforme al benestare tecnico europeo “ETA”.

La marcatura CE testimonia che il prodotto da costruzione rispetta le Norme Nazionali di recepimento delle Norme tecniche Europee Armonizzate (hEN) e sull’etichetta recante la marcatura CE devono essere riportate:

  • - il nome o il marchio del fabbricante o del suo mandatario
  • - le indicazioni che permettano di identificare le caratteristiche del prodotto in relazione al suo utilizzo (qualora le specificazioni tecniche lo prevedano)
  • - le ultime due cifre dell’anno di fabbricazione
  • - il simbolo di identificazione dell’organismo riconosciuto e notificato che controlla la produzione o il numero del certificato di conformità o gli estremi del benestare tecnico europeo.

In questo modo è possibile confrontare in modo oggettivo prodotti similari presenti sul mercato, al fine di compiere corrette scelte applicative.
In estrema sintesi la marcatura CE ha il compito di garantire il consumatore (= acquirente) che i prodotti da costruzione marcati soddisfano i requisiti essenziali in termini di sicurezza ed hanno superato le prove previste dalle specifiche norme tecniche; esso prova l’abilitazione del produttore ad immettere i prodotti sul mercato e non va confuso con un marchio di qualità, ne’ con un marchio di origine.
Il marchio CE viene apposto sul prodotto, su di una etichetta ad esso saldamente fissata, in subordine sull’imballaggio, in subordine sui documenti commerciali di accompagnamento ed è fatto divieto di apporre (sul prodotto/etichetta/imballaggio/ documenti) marchi o iscrizione che possano creare confusione con il marchio CE.

 

IL BENESTARE TECNICO EUROPEO

Oltre alla conformità nei confronti delle norme tecniche armonizzate hEN, un prodotto può riportare la marcatura CE qualora sia conforme al Benestare tecnico Europeo (ETA).
Quest’ultimo è “una valutazione tecnica positiva dell’idoneità del prodotto per l’impiego previsto fondata sulla corrispondenza a requisiti essenziali per le opere per cui il prodotto deve essere utilizzato; esso è rilasciato in esito ad esami e prove e sulla base dei documenti interpretativi e degli orientamenti riguardanti il prodotto medesimo o la categoria di prodotti a cui esso appartiene”; in sintesi è un documento tecnico che certifica l’idoneità del prodotto in quanto in grado (una volta inglobato nell’opera) di soddisfare i 6 requisiti essenziali imposti dalla direttiva 89/106/CEE.

Esso può essere rilasciato quando:

  • - non esiste una norma tecnica armonizzata hEN
  • - non esiste un mandato dell’Unione Europea per redigere una norma armonizzata per il prodotto;
  • - la Commissione Europea considera che tale standard non può essere ancora sviluppato;
  • - il prodotto differisce in maniera significativa dalle indicazioni delle norme armonizzate pertinenti.

Congiuntamente alla procedura per il certificato di conformità (necessaria per assicurare che le specifiche del prodotto disposte nell’ETA sono mantenute dal produttore), il possesso di un ETA consente al produttore di applicare il marchio CE sui propri prodotti. Un Benestare tecnico Europeo (ETA), una volta emanato, è valido in tutti i paesi dell’area economica europea, per un periodo di 5 anni, rinnovabile in seguito.
La procedura normale per l’emanazione di un ETA per un determinato prodotto avviene sulla base della verifica che siano garantiti i principi stabiliti nelle linee guida per una determinata categoria di prodotti (nominate anche ETAG). Il Benestare tecnico Europeo è rilasciato in Italia dai seguenti organismi: Servizio tecnico Centrale del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, dal Centro Studi ed Esperienze del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, dall’Istituto Centrale per l’Industrializzazione e la tecnologia Edilizia (ICITE) del CNR.

 

ATTESTATO DI CONFORMITÀ

Per permettere di attuare compiutamente i principi della qualità ai quali la direttiva 89/106/CEE si riconduce, è previsto il rilascio dell’attestato di conformità; rilasciato a seguito di controlli che sono eseguiti dal produttore e/o un organismo notificato (Notified Body), secondo un sistema che dipende dalla tipologia di prodotto. Più semplicemente il costruttore o il suo mandatario all’interno della comunità europea deve attestare, con i propri mezzi o tramite un organismo autorizzato di certificazione, che i prodotti sono conformi ai requisiti di una specificazione tecnica secondo le procedure di valutazione indicate nella direttiva.
L’attestazione di conformità, è un sistema che definisce l’insieme delle verifiche e dei controlli da effettuare su un determinato prodotto e le relative responsabilità di attuazione fra il fabbricante e l’organismo notificato.
Comprende una serie di verifiche e controlli definiti nell’Allegato III della 89/106/CEE:

  • - prove iniziali di tipo del prodotto (in Inglese, Initial type testing, in sigla ITT), effettuate, a seconda dei casi, dal produttore oppure da un organismo certificato;
  • - prove periodiche di controllo di campioni prelevati in fabbrica, sul mercato o su un cantiere, da parte del fabbricante (autocontrollo) o di un organismo riconosciuto;
  • - attuazione di un sistema di controllo del processo di fabbrica (Factory Production Control, in sigla FPC), da parte di un produttore;
  • - approvazione di un sistema di controllo del processo di fabbrica, da parte di un organismo accreditato.

 

SISTEMA DI ATTESTAZIONE DI CONFORMITÀ

Il sistema di attestazione della conformità si può definire come il grado di severità con cui viene controllato un prodotto in fabbrica e sul mercato, e viene definito nella direttiva dei prodotti da costruzione 89/1067CEE (allegato III, parte 2). La severità del controllo è decrescente e viene indicato in ciascuna norma prodotto. L’allegato II paragrafo 1 della 89/106/CEE definisce gli elementi che caratterizzano le procedure di attestazione della conformità. I Sistemi di Attestazione della Conformità, i ruoli e le funzioni degli organismi Notificati e gli obblighi per i Produttori sono dettagliati nel Guidance Paper K “Attestazione dei sistemi di conformità, il ruolo e i compiti degli organismi notificati nel campo della direttiva Prodotti da Costruzione (CPD)”.

 

APPLICAZIONE DELLA NORMA

In Italia la direttiva 89/1067CEE è stata recepita mediante il DPR n. 246 del 21 Aprile 1993 “Regolamento di attuazione della direttiva 89/106/CEE relativa ai prodotti da costruzione” ed il successivo DPR n. 499 del 10/12/1997 “regolamento recante norme di attuazione della direttiva 93/68/CEE” . In merito alle tempistiche di applicazione della norma EN 89/106/CEE è previsto, per ciascun prodotto da costruzione, un periodo di coesistenza sul mercato europeo dei prodotti marcati CE e di prodotti non marcati CE, al termine di tale periodo la mercatura CE diviene obbligatoria. In pratica viene lasciato un periodo di tempo affinché il produttore possa attrezzarsi e predisporre quanto necessario per poter applicare quanto richiesto dalla norma; l’entrata in vigore e la scadenza di tale periodo varia a seconda del prodotto considerato. L’articolo 11 del dPR 246 dichiara che “i prodotti recanti la marcatura CE si presumono idonei all’impiego previsto” e che una volta terminato l periodo si coesistenza i “prodotti non muniti della marcatura CE non possono essere installati o incorporati in edifici” ; il medesimo articolo sancisce inoltre che i Ministeri dell’Industria, dell’Artigianato, del Commercio, dell’Interno e dei Lavori Pubblici hanno la facoltà, nell’ambito delle rispettive competenze, di disporre verifiche e controlli al fine di verificare la conformità dei prodotti da costruzione, pertanto risulta essenziale disporre della marcatura CE al fine della commercializzazione nel territorio comunitario di lastre in fibrocemento.
Per le lastre piane in fibrocemento la norma armonizzata di riferimento è la EN 12467, entrata in vigore in data 01/01/2006 ed il relativo termine del periodo di coesistenza di prodotti con marcatura e senza marcatura CE è scaduto il 01/01/2007.

 

LA NORMA EN 12467

La norma EN 12467 “Lastre piane di fibrocemento - specifiche di prodotto e metodi di prova” descrive i requisiti che le lastre in fibrocemento devono possedere (per consentire alle opere in cui sono inseriti di soddisfare i 6 requisiti essenziali) al fine di ottenere la marcatura CE. La norma specifica i requisiti tecnici, definisce i metodi d’ispezione e di prova e definisce le condizioni d’accettazione per le lastre piane in fibrocemento per uno o più dei seguenti utilizzi:

  • - Lastre di rivestimento per pareti e controsoffitti esterni
  • - Lastre di rivestimento per pareti e controsoffitti interni

 

COMPOSIZIONE, ASPETTO E FINITURA

Le lastre considerate dalla norma sono composte da cemento o calcio silicato costituito da una reazione chimica di materiale siliceo e calcareo, rinforzate da fibre. Il cemento deve soddisfare i requisiti della norma EN 197-1 o in alternativa le specifiche tecniche della nazione in cui viene utilizzata la lastra. Le fibre di rinforzo dovranno avere la seguente composizione:

  • - Singole fibre con disposizione casuale
  • - Nastri o tessiture continue
  • - Rete

Le lastre potranno avere la superficie “finita” o “grezza”, potranno essere colorate o lasciate nel loro colore originale e potranno ricevere rivestimenti colorati o trasparenti.

 

CLASSIFICAZIONE DELLE LASTRE

Le lastre in fibrocemento vengono divise in:

  • - 2 tipi in funzione della loro composizione (tipo At e Nt)
  • - 4 categorie in funzione della loro resistenza agli agenti atmosferici (categoria A, B, C, d)
  • - 5 classi in funzione della loro resistenza alla flessione
  • - 2 livelli in funzione delle loro tolleranze dimensionali

In merito alla composizione, la norma considera due tipi di lastre in fibrocemento rinforzato:

  • - Tipo AT lastre la cui composizione contiene amianto
  • - Tipo NT lastre la cui composizione non contiene amianto

Il produttore dovrà certificare l’eventuale presenza e rilascio di particelle di amianto e di sostanze dannose. In Europa non è ammessa la commercializzazione di prodotti contenenti amianto, ossia le lastre di tipo AT non possono essere introdotte nel mercato europeo.

In merito alla resistenza agli agenti atmosferici la norma considera le seguenti categorie:

  • - cat. A -  lastre soggette a posa in condizioni di elevata temperatura, elevata umidità e forte gelo.
  • - cat. B -  lastre soggette a posa in condizioni di elevata temperatura, umidità e, occasionalmente a gelo. Le lastre devono essere sempre protette o non devono essere soggette a condizioni ambientali estreme.
  • - cat. C - lastre soggette ad applicazioni per interno, dove potranno essere soggette a elevata temperatura ed umidità, ma non al ghiaccio.
  • - cat. D - lastre di supporto per applicazioni interne.

La norma prevede l’esecuzione di test mirati a determinare le caratteristiche di durabilità nel tempo delle lastre; in funzione della categoria di appartenenza sono previsti test che prevedono la misura della resistenza alla flessione al termine di un numero prefissato di cicli congelamento-disgelo e di cicli bagnatura-asciugatura.
Per la categorie A, B e D la norma prevede un test di impermeabilità all’acqua: possono apparire tracce di umidità sotto la lastra, ma non vi deve essere la formazione di gocce d’acqua. Per le lastre appartenenti alla categoria D deve essere effettuata la misura della
permeabilità al vapore μ.

La normativa prevede anche la valutazione della classe di reazione al fuoco delle lastre, ricorrendo alla presunzione di appartenenza alla classe A1, come specificato dalla direttiva 96/603/EC, oppure mediante test in accordo alla norma EN13501-1.

La tabella riassume le tipologie di test da eseguire per ciascuna categoria di lastre.

Test Categoria
A B C D
Impermeabilità all’acqua
Acqua calda
Umido-secco
Gelo-disgelo
Pioggia calda
Permeabilità al vapore
Resistenza al fuoco
Reazione al fuoco
Rilascio sostanze pericolose
Si
Si
50 cicli
100 cicli
50 cicli
n.a. *
Si / npd **
Si / npd**
Si / npd**

Si
Si
25 cicli
25 cicli
25 cicli
n.a.*
Si / npd**
Si / npd**
Si / npd**

n.a.*
Si
25 cicli
n.a.*
n.a.*
n.a.*
Si / npd**
Si / npd**
Si / npd**
Si
Si
25 cicli
25 cicli
n.a.*
n.a.*
Si / npd**
Si / npd**
Si / npd**

 

In merito alla resistenza alla flessione la classificazione delle lastre riporta 5 Classi caratterizzate da diversi valori del minimo modulo di rottura “MoR”, espressi in megapascal (MPa). Il valore viene calcolato dalla media delle prove eseguite sulla lastra nei due sensi. Per le lastre delle categorie A e B il valore minimo del modulo di rottura viene valutato in condizioni “bagnate”, mentre per le lastre delle categorie C e D viene valutato in condizioni “ambiente”.

MOR (Mpa) valori minimi MOR (Mpa) valori minimi
in condizioni "bagnate" in condizioni "ambiente"

Classi

Categoria
A e B

Classi

Categoria
C e D

1
2
3
4
5

4
7
13
18
24

1
2
3
4
5

4
7
10
16
22

 

In merito alle tolleranze dimensionali , la norma individua due livelli, caratterizzati da valori massimi per le tolleranze relative a lunghezza, larghezza, spessore, allineamento degli angoli e squadro. Le lastre dovranno soddisfare tutti i requisiti relativi ad un medesimo livello di tolleranza.

I VALORI DELLE TOLLERANZE DIMENSIONALI SONO I SEGUENTI:

Tolleranze per lunghezza e larghezza

Dimensione nominale "a" Livello 1 Livello 2
“a” ≤ 600 mm
600 mm < “a” ≤ 1000 mm
1000 mm < “a” ≤1600 mm
1600 mm < “a”
± 3 mm
± 3 mm
± 0,3% “a”
± 5 mm
± 4 mm
± 5 mm
± 0,5% “a”
± 8 mm

nota: “a” è la lunghezza o larghezza nominale specificata dal costruttore.
 

Tolleranza per spessore
Lastre “non di finitura”

Dimensione nominale "e" Livello 1 e 2
“e” ≤ 6 mm
6 mm < “e” ≤ 20 mm
“e” > 20 mm
± 0,6 mm
± 10% “e”
± 2 mm

nota: “e” è lo spessore nominale della lastra.
La differenza tra il valore massimo e minimo dello spessore misurato sulla singola lastra
non deve superare il 10% del valore massimo misurato.

Lastre “ad uso decorativo”

Dimensione nominale "e" Livello 1 e 2
“e” ≤ 6 mm
6 mm < “e” ≤ 20 mm
“e” > 20 mm
– 0,6 mm + 0,9 mm
– 10% “e” + 15% “e”
– 2 mm + 3 mm

nota: “e” è lo spessore nominale della lastra.
La differenza tra i valori massimo e minimo dello spessore della singola lastra, rilevati nelle 8 misure previste dalla norma, non deve superare il 15% del valore massimo misurato.

 

Tolleranze relative all'allineamento degli angoli:

Sono applicate esclusivamente nel caso di lastre di grandi dimensioni (lastre con area superiore a 0,4 mq e rapporto lunghezza/larghezza superiore a 3) e sono indicate nella tabella seguente:

Livello 1 Livello 2

0,1%

0,3%

Tolleranze relative allo squadro della lastra:

Livello 1 Livello 2

2 mm / m

4 mm / m

 

MARCHIO CE
Il produttore o il suo rappresentante all’interno dell’Unione Europea è responsabile dell’apposizione del marchio CE, e dovrà aver cura di posizionarlo secondo quando prescritto dalla direttiva 93/68/EC e di includerlo all’interno dei documenti commerciali associati al prodotto (ad es. ddt).
Il marchio CE deve essere integrato con le seguenti informazioni:

  • - nome, marchio identificativo e indirizzo del produttore
  • - le ultime due cifre dell’anno in cui il marchio viene affisso
  • - riferimento alla norma europea EN 12467
  • - descrizione del prodotto (nome, materiale e uso)
  • - AT o NT (presenza o assenza di amianto)
  • - dimensioni
  • - classe (1, 2, 3, 4, 5)
  • - categoria (A, B, C, d)
  • - classe di reazione al fuoco.

 

LE PRESTAZIONI DELLE LASTRE UNIPAN®
Le lastre in cemento alleggerito fibrorinforzato UNIPAN® hanno ottenuto la marchiatura CE e sono prodotte in conformità alla norma UNI EN 12467.

A fianco si riporta copia fac-simile della marcatura CE, da cui si evince che:

  • - le lastre sono del tipo NT - senza amianto
  • - il livello di tolleranza dimensionale è 1
  • - la classe di resistenza alla flessione è pari a 2
  • - la categoria di resistenza agli agenti atmosferici è pari ad “A”
  • - la classe di reazione al fuoco è la A1

La classificazione “A” delle lastre UNIPAN® le rende adatte per applicazioni nelle quali le superfici sono soggette a calore, alta umidità e forte gelo.
I test condotti per ottenere la categoria “A” di resistenza agli agenti atmosferici sono i seguenti:

  • - 100 cicli gelo-disgelo in cui la lastra è immersa in acqua a 20°C per 2/3 ore e successivamente raffreddata a -20°C per 2/3 ore.
  • - 50 cicli di immersione-essicazione in cui la lastra viene immersa in acqua a temperatura ambiente per 18 ore e successivamente essiccata in camera ventilata a 60° per 6 ore.
  • - 50 cicli sole-pioggia in cui la lastra viene investita da acqua calda nebulizzata per 3 ore e poi riscaldata a 60°C per 3 ore.
  • - immersione in acqua calda a 60°C per 56 giorni.

Il superamento di questi test ed il conseguente ottenimento del marchio CE rappresentano una garanzia per l’utilizzo in esterni delle lastre UNIPAN®.